Il Campidano

La regione del Campidano è una vasta pianura di origine fluviale che si sviluppa dalla parte meridionale del Golfo di Oristano e attraversa la Sardegna verso sud est, fino al Golfo di Cagliari.
Geologicamente viene considerata un Graben, cioè una fossa tettonica datata da 4 a 2 milioni di anni fa, determinata da un sistema di faglie distensive che hanno provocato lo sprofondamento di una parte di crosta terrestre. La fossa fu in seguito interessata da fenomeni di sedimentazione alluvionale che portarono uno spessore di circa 600 metri di sedimenti continentali e deltizi.
Fertilissima già dai tempi dei Fenici e dei Romani era coltivata in modo intensivo a grano e vitigni. Colpito da malaria per molti anni, il Campidano è stato sottoposto ad un forte processo di bonifica agli inizi del Novecento, tornando così ad esprimere una piena salubrità e abitabilità del territorio. Oggi i suoi stagni sono centri di conservazione di biodiversità, dove sostano i fenicotteri rosa.
Nei circa 1500 kmq che costituiscono il Medio Campidano, sono rappresentate le principali bellezze naturalistiche della Sardegna, impreziosite da alcuni ambienti unici:
le immense dune dorate di Piscinas, oasi naturalistica tra le più vaste d’Europa
Sa Jara di Gestori, un altopiano che si erge per alcune centinaia di metri tra le colline della Marmilla
il Massiccio del Linas, ricoperto da foreste secolari e bacino minerario di rilievo nazionale, che lambisce il mare con estesi deserti sabbiosi.

La natura è qui sempre selvaggia, ricca, abbondante, generosa, quasi "esagerata" . Mufloni, cinghiali, grifoni e aquile vi regnano ancora indisturbati. Le aree collinare della Marmilla e dell'altopiano della Giara sono una pace per gli occhi. Nell'altopiano non è difficile incontrare cavallini vaganti, ormai padroni incontrastati del territorio: selvatici di piccola statura, dalla folta criniera, dagli occhi a mandorla e dal mantello baio scuro o morello, le cui origini sono sconosciute e che rappresentano un unicum oggetto di tutela da parte delle istituzioni pubbliche. Attualmente si calcola in 700 circa il numero dei cavallini puri. 
La vegetazione è intrigante, circa 200 ulivi secolari, il leccio, la sughera, l'olivastro, il lentisco, il corbezzolo, il mirto, il cisto, il ginepro, lo zafferano selvatico, la lavanda selvatica, l'elicriso montelinasanum, l'asfodelo.
Il Medio Campidano è denominato la Provincia Verde per la grande attenzione all'ambiente e al paesaggio e l'eccellenza dei suoi prodotti agroalimentari. Il lavoro dei campi offre prodotti di ottima qualità, come le olive e l'olio extravergine (un elemento fondamentale nella dieta mediterranea e nella cucina sarda, a cui è stato recentemente dato il marchio Dop per l'alta qualità raggiunta), i formaggi ovini e caprini, i vini autoctoni, i legumi, il carciofo (lo spinoso sardo e il violetto) e lo zafferano D.O.P. (per questi ultimi il Medio Campidano detiene il primato nazionale di produzione). In questo variegato territorio i colori, i gusti e i profumi si fondono in ricette semplici ma sempre ricche di originalità e bontà.
La produzione agro-alimentare nella Provincia del Medio Campidano è particolarmente varia per via delle differenze ambientali e pedologiche: le colline della Marmilla ad Est, la pianura del Campidano al centro, le montagne del Linas ad Ovest.
La frutticoltura raggiunge elevati livelli qualitativi nelle ciliegie, pesche, arance ed il melone coltivato in asciutto.
 
La ricchezza, la salubrità e la varietà dei pascoli offrono, oltre ad una grande varietà di carni, (porchetto, capretto, agnello e pecora), anche una vasta produzione casearia. Tra i formaggi più diffusi ricordiamo il pecorino, i caprini, le caciotte, i formaggi freschi e la ricotta, da accompagnare con il civraxiu, l'ottimo pane dalla crosta rugosa e croccante prodotto nel territorio.
 
Non mancano prelibati salumi ottenuti dalle carni degli allevamenti locali: salsiccia, prosciutto, lardo e mustela, un filetto di maiale aromatizzato con i profumi della macchia mediterranea. Da non dimenticare infine i prodotti dolciari per i quali si utilizzano prevalentemente mandorle, ricotte e gli ottimi mieli che si producono in tutte le sue varietà.